Sestina finalisti premio 2026
Questi sono i romanzi finalisti, identificati dal comitato di selezione del ‘Premio Wondy 2026’:
“Donnaregina” di Teresa Ciabatti (Mondadori)
“Cartagloria” di Rosa Matteucci (Adelphi)
“Lo sbilico” di Alcide Pierantozzi (Einaudi)
“L’arca di Noè” di Enzo Fileno Carabba (Ponte alle Grazie) – Menzione speciale
DA SOLO – NOVITA AMADEI (NERI POZZA)
Attraverso lo sguardo di un bambino separato dalla madre durante la guerra in Ucraina, Amadei costruisce un romanzo intenso sullo spaesamento e sulla crescita forzata. Con una scrittura asciutta, Amadei evita ogni retorica e affida alla forza dei dettagli il racconto di una solitudine infantile che diventa esperienza universale, trasformando l’attualità in materia letteraria.
L’ALBA DELLA NOSTRA LIBERTÀ – BARBARA CAGNI (FAZI)
In questo ambizioso romance ambientato nella Milanon post Armistizio, Barbara Cagni mette in scena una storia in cui Marilù, la figlia Cecilia e le altre donne ricamano con pazienza e determinazione una rete di solidarietà che trasforma l’impulso resiliente in atto politicamente resistente. Emerge così con forza dal testo l’importanza vitale delle connessioni intergenerazionali e interclassiste, rese possibili da un femminile coraggioso e senza confini.
DONNAREGINA – TERESA CIABATTI (MONDADORI)
L’intervista a un superboss diventa per Ciabatti l’occasione per raccontare in modo brillante e originale due mondi lontani e che pure si incontrano, specie nelle ferite e nei misteri dei rapporti con i rispettivi figli.
CASA, DOLCE CASA – ANDREA KERBAKER (GUANDA)
Con ironia sommessa e malinconia lucidissima, Kerbaker racconta la fuga di un anziano da una casa di riposo come un atto minimo di resistenza esistenziale. Nell’arco di una giornata, il romanzo riflette sul senso dell’abitare, sulla memoria e sulla libertà nell’età estrema, componendo un’opera letteraria lieve solo in apparenza, capace di interrogare con grazia il confine tra cura e prigionia.
CARTAGLORIA – ROSA MATTEUCCI (ADELPHI)
Con la sua scrittura unica, Matteucci racconta un viaggio durato una vita – doloroso eppure comico – alla ricerca di quel Trascendente che sembra sparito dalla nostra quotidianità
LO SBILICO – ALCIDE PIERANTOZZI (EINAUDI)
Ponendosi all’interno della feconda linea narrativa psicanalitica italiana che va dal Male oscuro di Giuseppe Berto al filo di mezzogiorno di Goliarda Sapienza e all’Irrealtà quotidiana di Ottiero Ottieri, Lo sbilico ingaggia una lotta memoriale con il corpo della madre e con quello, metaforico, della malattia mentale. Il resoconto si stacca dal dato personale per farsi letteratura, mordendo con una lingua che non fa sconti nel rappresentare la realtà ineffabile di un inconscio allucinato.
MENZIONE SPECIALE – L’ARCA DI NOÈ – ENZO FILENO CARABBA (PONTE ALLE GRAZIE)
Inserendosi con consapevolezza e maturità in una traiettoria antiantropocentrica che va dalle Operette morali di Giacomo Leopardi al Pianeta irritabile di Paolo Volponi, Enzo Fileno Carabba sceglie coraggiosamente di rinarrare dall’interno una delle storie più antiche del mondo per rinnovare il nostro sguardo, ponendosi anche dal punto di vista innocente e brutale dell’animale che anche noi siamo. Il libro inietta un siero antiapocalittico nell’attuale scenario di crisi sociale e valoriale, in questo diluvio della democrazia in cui più che mai si sente il bisogno di una voce di speranza, di una visione che immagini pratiche di cura per sopravvivere al nostro presente, per rendere vivibile questa arca che si chiama mondo.
